Mercati Obbligazionari: La fine della settimana vede i rendimenti ritracciare, ma la settimana si chiude in rialzo

Venerdì 10 luglio 2026 si è chiusa una settimana intensa per i mercati obbligazionari dell'Eurozona. Se da un lato la seduta odierna ha mostrato un lieve ritracciamento nei rendimenti dei titoli di stato, dall'altro la prospettiva settimanale rivela un aumento significativo, trainato principalmente dalle aspettative sulla politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) e dalle dinamiche geopolitiche legate al prezzo del petrolio.

Spread BTP-Bund stabile, rendimenti in calo odierno

Lo spread tra il BTP a 10 anni italiano e il Bund tedesco di pari scadenza si è mantenuto stabile a 0,75 punti percentuali (75 punti base) in avvio di contrattazioni nella giornata di venerdì 10 luglio 2026, lo stesso livello della chiusura di giovedì.

Grafico dello spread BTP-Bund a 10 anni

Foto: Markus Spiske / Pexels

Per quanto riguarda i rendimenti, il Bund tedesco a 10 anni ha visto il suo rendimento scendere al 3,03% nella seduta di venerdì 10 luglio 2026, in calo rispetto al quasi massimo di due mesi del 3,09% toccato giovedì. Un andamento simile è stato registrato per il BTP italiano a 10 anni, il cui rendimento è sceso al 3,81% nella giornata odierna, dal 3,84% della chiusura precedente. Giovedì 9 luglio 2026, il rendimento del BTP a 10 anni si era attestato al 3,84%, in diminuzione di 0,07 punti percentuali rispetto alla seduta precedente. Martedì 8 luglio 2026, aveva raggiunto un massimo di quattro settimane al 3,87%.

I driver: BCE, petrolio e contesto geopolitico

Le dinamiche di questa settimana sono state fortemente influenzate da diversi fattori chiave:

Sede della Banca Centrale Europea a Francoforte

Foto: Volker Morr / Pexels

Le aspettative sulla BCE e l'inflazione

Nonostante il calo odierno, i rendimenti dei Bund tedeschi sono destinati a registrare il maggiore aumento settimanale in oltre un mese. Questo è dovuto principalmente alle aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea. La BCE ha già aumentato i tassi a giugno 2026 per la prima volta dal 2023, portando il tasso sui depositi al 2,40%. Gli investitori anticipano ora due ulteriori rialzi nel prossimo anno, con i mercati che venerdì prezzavano circa 32 punti base di aumenti dei tassi BCE entro la fine dell'anno, sebbene in calo rispetto ai 36 punti base di inizio settimana.

Le 'Account' della BCE pubblicate giovedì 9 luglio 2026 hanno rivelato una visione unanime dei responsabili politici sui rischi di inflazione, considerati "orientati al rialzo" e previsti rimanere al di sopra dell'obiettivo del 2% fino alla prima metà del 2027, nonostante il previsto inasprimento monetario. I mercati, al 9 luglio 2026, prezzavano circa tre rialzi complessivi dei tassi, mentre la mediana delle attese nel "Survey of Monetary Analysts" della BCE indicava solo due rialzi.

Il ruolo del petrolio e del conflitto in Iran

La discesa dei prezzi del petrolio greggio, dovuta alla ripresa dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran a seguito delle recenti ostilità nello Stretto di Hormuz, ha contribuito al calo dei rendimenti dei Bund nella giornata di venerdì. Tuttavia, all'inizio della settimana, il prezzo del Brent era salito ai massimi di due settimane, alimentando le aspettative di un inasprimento della BCE e spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari. L'escalation del conflitto in Iran è stata un fattore predominante per l'aumento settimanale dei rendimenti tedeschi.

Posizione fiscale dell'Eurozona

Il contesto fiscale dell'Eurozona indica una svolta, con l'Eurogruppo che prevede una posizione fiscale "leggermente espansiva" per il 2026. Questo è attribuito al Fondo per la Ripresa e la Resilienza (RRF) e all'aumento degli investimenti pubblici nazionali, inclusa la spesa per la difesa. Si prevede che il debito pubblico aggregato nell'Eurozona aumenterà al 90,2% del PIL nel 2026.

Fattori esterni

Un rally nelle obbligazioni governative giapponesi (JGBs) durante la notte, scaturito da notizie che indicavano l'intenzione di Tokyo di incoraggiare i fondi pensione ad aumentare le loro partecipazioni in asset domestici, ha fornito un ulteriore supporto ai titoli europei nella seduta di venerdì.

In sintesi, la settimana sui mercati obbligazionari europei si chiude con una certa volatilità, con i rendimenti che, pur chiudendo la giornata di venerdì in leggero calo, mostrano un trend rialzista su base settimanale, riflesso delle persistenti preoccupazioni inflazionistiche e delle risposte attese dalla politica monetaria.


Disclaimer: Le informazioni fornite in questo articolo sono a scopo puramente informativo e non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento, si consiglia di consultare un professionista qualificato.